Quanto dura il sacchetto disidratante?
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Quanto tempo dura un sacchetto disidratante?
Un sacchetto disidratante (comunemente “sale disidratante” o “sale antimuffa”) si considera “scaduto” quando ha adsorbito tutta l’umidità che poteva immagazzinare: a quel punto smette di funzionare.
La velocità con cui si satura non dipende da un decadimento chimico del materiale, ma da quanta umidità incontra.
In un imballaggio ben sigillato, con poca umidità in ingresso, lo stesso sacchetto può proteggere per mesi. In un imballaggio permeabile, o pieno di materiali umidi, può esaurirsi in pochi giorni.
Il disidratante non scade. Si satura.
I disidratanti non si degradano chimicamente con il tempo: adsorbono vapore acqueo fino a raggiungere la loro capacità massima, poi si fermano.
La domanda corretta quindi non è “quanto dura il disidratante”, ma “quanta umidità troverà il disidratante, e in quanto tempo?”.
L’imballaggio decide la durata
Il sacchetto disidratante lavora sempre in coppia con l’imballaggio. Il suo compito è rimuovere l’umidità contenuta all’interno dell’imballaggio e captare quella che vi penetra dall’esterno nel tempo.
Se il materiale barriera che racchiude il sacchetto disidratante e i materiali da proteggere lascia passare grandi quantitativi di umidità, il sacchetto si saturerà in fretta.
Il parametro chiave è la permeabilità al vapore acqueo del materiale di imballaggio (indicata nelle schede tecniche come WDD o WVTR, in g/m² al giorno): più la barriera è permeabile, più umidità entra ogni giorno, prima il disidratante si satura.
Per questo è importante utilizzare sempre materiali barriera di qualità, adatti allo scopo e alla durata di protezione che si vuole raggiungere.
L’umidità nascosta dentro l’imballaggio
C’è poi l’umidità che l’imballaggio già contiene in partenza. Legno dei pallet, cartone, riempitivi di carta: sono tutti materiali igroscopici che contengono acqua e la rilasciano lentamente nell’aria interna della confezione.
Spesso ci si focalizza sul volume di un imballaggio concentrandosi solo sul quantitativo di umidità contenuto nell’aria. Questo quantitativo, in realtà, è importante ma non è il grosso dell’umidità che troviamo in un imballaggio. Il più delle volte la maggior parte dell’umidità è quella che viene rilasciata dai materiali igroscopici.
Non inserite mai materiali umidi nell’imballaggio. Ogni grammo d’acqua contenuto nel legno o nel cartone è un grammo che il disidratante dovrà adsorbire: capacità sprecata in partenza.
Quanto dura, in numeri: il calcolo secondo DIN 55474
La stima della quantità di disidratante necessaria — e quindi della durata della protezione — non si fa a occhio: la norma DIN 55474 fornisce la formula di calcolo.
La formula è:
n = ( V · b + m · c + WDD · A · e · t ) / a
Dove:
- n — numero di unità disidratanti DIN (DU) necessarie
- V — volume interno dell’imballaggio (m³)
- b — umidità contenuta nell’aria interna alla chiusura (g/m³)
- m — massa dei materiali igroscopici presenti nell’imballaggio: legno, cartone, riempitivi (kg)
- c — contenuto di umidità di questi materiali (g/kg)
- A — superficie dell’imballaggio barriera (m²)
- WDD — permeabilità al vapore acqueo del materiale barriera (g/m² · giorno)
- e — fattore correttivo climatico definito dalla norma
- t — durata di protezione richiesta (giorni)
- a — capacità di adsorbimento di una unità disidratante DIN
Il risultato è il numero di unità disidratanti DIN da inserire nell’imballaggio per garantire la protezione per tutto il tempo t. La formula funziona solo se avete tutti i dati: senza uno di questi parametri, il calcolo non è affidabile.
Bisogna accettare il fatto che gli imballaggi industriali hanno sempre una permeabilità al vapore acqueo, che può essere più alta o più bassa. Se si applica correttamente il quantitativo risultante dal calcolo DIN, si ha la garanzia che l’imballaggio sarà preservato per la durata desiderata.
Sul sito Levosil è disponibile un calcolatore automatico che applica direttamente la formula DIN 55474: https://levosil.com/en/din-55474-standard/. Se ci vorrete contattare, il calcolo lo faremo noi.
La DIN 55474 si applica ai disidratanti all’interno degli imballaggi. Per il dimensionamento dei disidratanti da container per il trasporto marittimo il riferimento è il CTU Code o la scheda tecnica del produttore: ne abbiamo parlato in un approfondimento dedicato.
In pratica
- Il disidratante non scade: si satura in funzione dell’umidità che incontra.
- La durata la decide l’imballaggio: serve una barriera che isoli merce e sacchetto dall’ambiente esterno.
- Controllate la permeabilità al vapore acqueo (WDD) del materiale barriera: è il dato che influenza quanta umidità entra ogni giorno. Una bassa barriera all’umidità richiederà un maggiore numero di sacchetti disidratanti; una barriera molto alta (come il Triplex in alluminio) richiederà un quantitativo inferiore.
- Niente materiali umidi dentro la confezione: legno e cartone bagnati consumano il disidratante prima del tempo.
- Per calcolare quantità e durata usate la DIN 55474, con tutti i dati richiesti: senza quelli, ogni stima è una scommessa.
- Il calcolatore Levosil è disponibile all’indirizzo https://levosil.com/en/din-55474-standard/, oppure ci potete chiamare e provvediamo noi.

