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I sacchetti disidratanti Levosil sono conformi a MIL-D-3464?

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Risposta breve

Sì. I sacchetti disidratanti Levosil — comunemente chiamati anche “sali disidratanti”, “sali antimuffa” o “sali essiccanti” — a base di gel di silice e argilla attivata sono conformi alla specifica militare statunitense MIL-D-3464E (Desiccants, Activated, Bagged, Packaging Use and Static Dehumidification), nelle configurazioni Type I (argilla) e Type II (gel di silice).

La conformità è possibile perché i nostri sacchetti utilizzano disidratanti adsorbenti e non deliquescenti, come richiesto dalla clausola 3.2.1 della norma. Il Levodry Gel (a base di cloruro di calcio) risponde a un requisito diverso — la protezione dei container marittimi — e per sua natura chimica non ricade nel campo di applicazione della MIL-D-3464.


Cosa richiede la MIL-D-3464E

La MIL-D-3464E, emessa dal Dipartimento della Difesa statunitense nel 1987, definisce i requisiti per i sacchetti disidratanti utilizzati nell’imballaggio militare e industriale per prevenire corrosione e muffe in ambienti chiusi.

Requisiti chiave della norma:

  • Materiale non deliquescente (clausola 3.2.1): il disidratante non deve liquefarsi con l’assorbimento dell’acqua.
  • Capacità di adsorbimento minima: 3,00 g di vapore acqueo a 20% RH e 6,00 g a 40% RH, per unità di disidratante, a 25 °C.
  • Peso unitario massimo: 50 g per unità.
  • Rigenerabilità: dopo riattivazione a 118,3 °C, il sacchetto deve conservare almeno il 90% della capacità originale.
  • Tre classificazioni disponibili:
    • Type I — uso generale (tipicamente argilla)
    • Type II — antipolvere (tipicamente gel di silice in Tyvek®)
    • Type III — condizioni specifiche (8 e 16 unità)

Perché il cloruro di calcio no?

La distinzione tecnica è chimica e riguarda il meccanismo con cui il materiale cattura l’umidità. Non tutti i disidratanti (spesso chiamati anche “sali disidratanti” o “sali antimuffa”) sono equivalenti sotto la MIL-D-3464.

Adsorbimento (gel di silice, argilla, setacci molecolari)

Il vapore acqueo viene trattenuto sulla superficie porosa del granulo per forze fisiche. Il materiale resta solido, asciutto, non deliquescente. Può essere rigenerato in forno. Rispetta la clausola 3.2.1 della MIL-D-3464E.

Assorbimento (cloruro di calcio)

Il cloruro di calcio è deliquescente: cattura l’umidità e si trasforma in soluzione salina liquida, trattenuta all’interno del sacchetto grazie a matrice gelificante e involucro impermeabile. Ha una capacità di assorbimento molto superiore al gel di silice (fino al 300% del peso), ma non soddisfa il requisito di non deliquescenza della MIL-D-3464E.

Per questo motivo il Levodry Gel è progettato per una norma di riferimento diversa: DIN 55474 (protezione delle merci in container marittimi) e le pratiche di prevenzione del container rain.


Matrice di conformità Levosil per famiglia di prodotto

DisidratanteMIL-D-3464EDIN 55473REACHUFI / CLP
Gel di silice✅ Type I-II✅ Type A/B/Tyvek®Non richiesto
Argilla attivata✅ Type I-II✅ Type A/B/Tyvek®NaturaleNon richiesto
Setacci molecolari✅ Type A/B/Tyvek®Non richiesto
Cloruro di calcioNon applicabileNon Applicabile
Gel di silice / setacci✅ Type II✅ Tyvek®Non richiesto

L’UFI (Unique Formula Identifier) è obbligatorio dal 1° gennaio 2021 ai sensi del Regolamento (UE) 2017/542 e dell’Allegato VIII del CLP solo per le miscele classificate come pericolose. Il Levodry Gel è notificato tramite il portale ECHA PCN e l’ISS. I sacchetti a base di gel di silice, argilla e setacci molecolari non richiedono notifica UFI perché non sono miscele pericolose ai sensi del CLP.


Cosa significa “conformità MIL-D-3464” nella pratica

Un sacchetto conforme MIL-D-3464 deve garantire quattro cose:

  1. Prestazione misurabile — adsorbimento verificato in condizioni standard.
  2. Sicurezza chimica — non deliquescente, non corrosivo verso acciaio, ottone, alluminio, magnesio (clausola 3.11).
  3. Rigenerabilità — riutilizzabile dopo essiccazione in forno.
  4. Tracciabilità — etichettatura conforme che identifica nomenclatura, specifica, tipo, numero di unità, temperatura e tempo di riattivazione, produttore.

Levosil produce sacchetti disidratanti (sali disidratanti, sali antimuffa) conformi a queste caratteristiche dal 1964, con stabilimento a Chiusa di San Michele (Torino) e certificazioni ISO 9001 e ISO 15378 (packaging farmaceutico).


Il set normativo completo Levosil

Levosil è tra i pochi produttori europei di sacchetti disidratanti che copre integralmente lo spettro normativo di riferimento:

  • MIL-D-3464E (specifica militare USA) — sacchetti gel di silice e argilla
  • DIN 55473 (norma tedesca sui disidratanti per imballaggio) — Type A e B
  • DIN 55474 (dimensionamento disidratanti per imballaggio marittimo) — Levodry Gel
  • REACH (Regolamento CE 1907/2006) — tutte le materie prime
  • UFI / CLP (Regolamento UE 2017/542, Allegato VIII CLP) — Levodry Gel notificato
  • ISO 9001 (qualità) e ISO 15378 (packaging primario farmaceutico GMP)
  • FSC® Chain of Custody — carta certificata per involucri
  • DMF-free (Decisione 2009/251/CE) — dichiarazione di conformità disponibile

Come richiedere la dichiarazione di conformità MIL-D-3464

La dichiarazione di conformità MIL-D-3464E per i sacchetti disidratanti Levosil viene rilasciata su richiesta, con riferimento al lotto di produzione. Include tipo di disidratante, numero di unità, capacità di adsorbimento verificata, temperatura e tempo di riattivazione consigliati, informazioni sull’involucro (Type A, Type B, Tyvek®).


Puoi contattarci adesso per maggiori informazioni: 0039 011 96 43 430 📧 info@levosil.com

Perché le norme di settore sono fondamentali per clienti?

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Come si determina la capacità di adsorbimento di un disidratante?

La capacità di adsorbimento di un disidratante si determina in laboratorio, esponendo il materiale ad aria con temperatura e umidità relativa controllate e misurando quanta acqua trattiene fino all’equilibrio. Il risultato dipende sempre dalle condizioni di prova: lo stesso prodotto assorbe quantità molto diverse di umidità a seconda del clima a cui è esposto. Per questo le norme DIN 55473 e MIL-D-3464E fissano condizioni di prova standard, che permettono di confrontare i sacchetti disidratanti (amichevolmente chiamati anche “sali disidratanti”, “sali essiccanti” o “sali antimuffa”) su una base unica e uguale per tutti i produttori.

Perché le norme di settore sono importanti per i clienti?

I sacchetti disidratanti che si usano negli imballaggi (nelle scatole, per intenderci) vengono prodotti utilizzando generalmente tre disidratanti:

  • Gel di silice: disidratante di sintesi, il più utilizzato nelle applicazioni farmaceutiche e alimentari.
  • Argilla attivata (definita a volte anche “argilla espansa”, ma non c’entra niente): disidratante naturale, adatto alla maggior parte delle applicazioni industriali.
  • Setacci molecolari: zeoliti con porosità calibrata, per applicazioni che richiedono un adsorbimento selettivo solo sull’umidità o la capacità di rimuovere l’umidità anche ad alte temperature (anche a questo prodotto sarà bene dedicare un documento di approfondimento, perché è poco diffuso e poco conosciuto).

Come vedremo, la capacità di tutti i disidratanti varia in funzione delle condizioni di temperatura e umidità relativa in cui vengono utilizzati ed è per questo che negli anni sono state create normative tecniche per regolarne l’uso, la produzione e le modalità di test. Le normative emesse negli anni sono un utile strumento per il cliente, in quanto gli permettono, in un panorama in cui le dichiarazioni mirabolanti sulle proprietà dei disidratanti sono la norma, di capire esattamente come valutare i vari prodotti.

La norma più attiva ad oggi è la DIN 55473.

La capacità dipende dalle condizioni di prova

Un disidratante non ha una capacità di assorbimento “assoluta”. La quantità di acqua che riesce a trattenere all’equilibrio dipende da due variabili: la temperatura e l’umidità relativa dell’aria a cui è esposto. 

In realtà interviene anche la pressione atmosferica, ma nelle condizioni normali di utilizzo il suo effetto è trascurabile.

Più alta è l’umidità relativa, più acqua il materiale adsorbe. La temperatura agisce in due direzioni: fa aumentare la capacità del disidratante ma, man mano che ci si avvicina alla temperatura di rigenerazione del materiale, inizia a far rilasciare l’umidità nell’ambiente e dunque ne diminuisce la capacità, fino ad annullarla totalmente.

Esempio: 100 g di gel di silice in due climi diversi

  • 23 °C e 40% di umidità relativa, 100 g di gel di silice adsorbono circa 24 g di vapore acqueo (valore tipico).
  • 23 °C e 80% di umidità relativa, gli stessi 100 g adsorbono circa 35 g (valore tipico).

Stesso prodotto, stessa quantità: Un dato di capacità senza indicazione di temperatura e umidità relativa, preso da solo, non ha alcun significato.

Nella pratica, se un produttore vi dice che il suo disidratante “assorbe di più” perché raggiunge valori più elevati, è molto probabile che il test sia stato eseguito a un’umidità relativa più alta.

In altre parole: il numero è corretto.
Ma il contesto cambia completamente il suo significato.

La norma è una garanzia per il cliente

Le norme fissano esattamente le condizioni di prova, in modo che i prodotti possano essere confrontati su una base unica.

La DIN 55473, ad esempio, definisce l’unità disidratante (DIN Unit) come la quantità di materiale che, in equilibrio con aria a circa 23 °C, adsorbe:

  • almeno 3,0 g di vapore acqueo al 20% di umidità relativa
  • almeno 6,0 g al 40%

Due sacchetti dichiarati “da 1 unità” secondo questa norma garantiscono quindi una prestazione minima identica, indipendentemente dal produttore o dal materiale disidratante.

La norma DIN stabilisce anche le modalità in cui i sacchetti disidratanti vanno imballati: altro argomento che tratteremo separatamente per approfondirlo come si deve. Iniziamo però a dire che Levosil consegna i suoi prodotti imballati in HDPE per evitare che si saturino parzialmente prima dell’uso, cosa che ne farebbe diminuire la capacità disidratante. Spesso ci si concentra sui numeri della performance, ma si trascura di considerare come mantenere questa performance nel tempo.Levosil sui suoi prodotti garantisce una shelf life di due anni.

Perché si testa a 23 °C e 40% di umidità relativa

Le condizioni di prova a bassa umidità relativa non sono una scelta arbitraria: misurano l’acqua realmente trattenuta.

L’umidità adsorbita al 20-40% di umidità relativa è legata stabilmente nella porosità più fine del granulo e non viene rilasciata nell’imballaggio. Al contrario, l’acqua assorbita in un test all’80% di umidità relativa è in parte trattenuta debolmente, per condensazione capillare nei pori più grandi: se l’umidità relativa dell’ambiente si abbassa, quella quota extra viene facilmente rilasciata.

Un valore misurato all’80% di umidità relativa è quindi un dato bello da vedere, ma non rappresenta la protezione reale che il disidratante offre dentro l’imballaggio. Prima di confrontare due schede tecniche, verificate sempre che le condizioni di prova siano dichiarate e identiche.

Vale anche la pena ricordare che, se l’umidità relativa all’interno di un imballaggio arriva all’80%, il problema non è più la differenza tra 24 g e 35 g di capacità.
A quel punto, il problema è l’imballaggio.

In pratica: attenzione ai numeri

Un valore misurato ad alta umidità relativa è:

  • tecnicamente corretto
  • ma poco rappresentativo dell’utilizzo reale

È un dato che colpisce.

Ma non descrive la protezione effettiva che il disidratante può garantire all’interno dell’imballaggio.

Prima di confrontare due schede tecniche, è sempre necessario verificare che le condizioni di prova siano dichiarate e identiche.

E i disidratanti per container al cloruro di calcio?

Lo stesso principio vale per i sacchetti disidratanti al cloruro di calcio utilizzati all’interno dei container per il trasporto marittimo. Anche in questo caso circolano sul web dichiarazioni fantasiose ed ottimistiche, che vanno analizzate per essere comprese appieno. Da notare che il proliferare di produttori “ottimisti” sulla performance del loro prodotto è stato ampiamente incentivato dalla mancanza di una norma di settore per questi materiali.

Dedicheremo a questo tema una documentazione specifica.


Se volete capirci qualcosa: 0039 011 96 43 430 — info@levosil.com