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Dimetil Fumarato (DMF)

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I sacchetti disidratanti Levosil non contengono Dimetilfumarato (DMF)

In breve: tutti i disidratanti prodotti da Levosil S.p.A. (sacchetti di gel di silice, argilla, setacci molecolari, carbone attivo, Levodry Gel a base di cloruro di calcio, Micro Bag e sacchetti per container) sono esenti da Dimetilfumarato (DMF) e da qualunque biocida. L’assenza è verificata mediante analisi di laboratorio secondo la Decisione Europea C(2009) 1723 del 17/03/2009.


Cos’è il Dimetilfumarato (DMF)

Il Dimetilfumarato è l’estere metilico dell’acido fumarico (CAS 624-49-7, EINECS 210-849-0). È stato utilizzato come biocida antimuffa nella produzione, stoccaggio e trasporto di mobili, calzature e pelletteria, tipicamente sotto forma di piccoli sacchetti permeabili inseriti dentro il prodotto o nell’imballo.

Il DMF è un sensibilizzante cutaneo molto potente: concentrazioni anche dell’ordine di 1 ppm possono provocare dermatiti allergiche, eczemi estesi, ustioni chimiche e, in alcuni casi, difficoltà respiratorie.


Perché il DMF è vietato in Europa

Tra il 2006 e il 2008 si è verificata in Europa (prima Finlandia, poi Regno Unito, Francia, Spagna, Belgio) un’epidemia di dermatiti gravi causate da divani e scarpe di importazione — il cosiddetto caso “poison chair” / “toxic sofa”. Le analisi individuarono come responsabile il Dimetilfumarato contenuto in sacchetti antimuffa inseriti nei mobili e negli imballi durante il trasporto marittimo dall’Asia. Il problema è che in questa fase si sono confusi e sacchetti di disidratanti (sali disidratanti) con sacchetti che contenevano, evidentemente qualche supporto sul quale era stato fissato il DMF.

Questo erronea valutazione ha scatenato una “caccia alle streghe” contro i sacchetti disidratanti che, come vedremo, in realtà non hanno nulla a che fare con sostanze tossiche, ma anzi avevano probabilemnete rimosse un po’ dall’ambiete.

In risposta, l’Unione Europea ha adottato:

  • Decisione 2009/251/CE del 17 marzo 2009, in vigore dal 1° maggio 2009, che vieta l’immissione sul mercato UE di prodotti contenenti DMF (soglia: 0,1 mg/kg).
  • Regolamento (UE) 412/2012, che ha inserito il divieto nella voce 61 dell’Allegato XVII del Regolamento REACH, rendendo la restrizione permanente.
  • Copertura del Regolamento Biocidi (BPR, UE 528/2012): il DMF non è approvato come principio attivo biocida per queste applicazioni.

Da allora l’uso del DMF in articoli di consumo destinati al mercato europeo è vietato.


Perché a volte il DMF veniva trovato nei sacchetti disidratanti

Durante il periodo dell’emergenza, arrivarono in Europa container in cui i mobili o le calzature erano stati protetti con sacchetti di DMF (biocida antimuffa) affiancati o mescolati ai sacchetti disidratanti (gel di silice o argilla). Il DMF, essendo un composto organico volatile (COV) con tensione di vapore significativa, sublima a temperatura ambiente e satura l’atmosfera all’interno del container.

Poiché i disidratanti sono adsorbenti non selettivi, oltre all’umidità hanno inevitabilmente adsorbito anche il DMF presente nell’aria. Quando i sacchetti disidratanti sono stati analizzati al momento dell’apertura dei container, il DMF è stato ritrovato al loro interno.

Questo ha generato un fraintendimento diffuso: si è pensato che fossero i disidratanti a emettere il DMF, mentre in realtà lo avevano assorbito dall’ambiente contaminato da altri sacchetti biocidi. La direzione del trasferimento era esattamente opposta a quella supposta.

Sali Antimuffa: il fatto che erroneamente i sacchetti disidratanti vengano anche chiamati “sali antimuffa” ha creato un ulteriore livello di confusione in un mercato già abbastanza confuso sull’argomento. Per chiarirvi le idee su questo punto abbiamo creato un’informativa ad hoc: Sali o Disidratanti?


Levosil non ha mai utilizzato Dimetilfumarato

Levosil è produttore italiano di disidratanti dal 1964, con stabilimento a Chiusa di San Michele (Torino) e certificazioni ISO 9001 e ISO 15378 (packaging farmaceutico). La nostra posizione è chiara e documentata:

  • Non aggiungiamo DMF né altri fungicidi alle materie prime utilizzate nel nostro processo produttivo.
  • I nostri fornitori dichiarano l’assenza di DMF dalle materie prime (gel di silice, argilla, setacci molecolari, cloruro di calcio, carbone attivo).
  • Abbiamo verificato l’assenza di DMF tramite analisi di laboratorio secondo la Decisione Europea C(2009) 1723.
  • La dichiarazione di conformità è disponibile su richiesta e viene aggiornata periodicamente.

Non ci sarebbe alcuna ragione tecnica per aggiungere un biocida a un disidratante: il problema dell’umidità si risolve rimuovendo l’umidità stessa, non introducendo veleni.


Come funzionano realmente i disidratanti: adsorbimento, non emissione

Un aspetto fondamentale, spesso frainteso: i disidratanti non emettono gas, sostanze chimiche o vapori nell’ambiente in cui sono collocati. Fanno l’esatto opposto.

I materiali disidratanti utilizzati da Levosil funzionano tutti per adsorbimento fisico o assorbimento chimico dell’acqua:

  • Gel di silice — le molecole d’acqua vengono trattenute nella porosità interna del granulo per forze fisiche (adsorbimento).
  • Argilla attivata (bentonite/montmorillonite) — meccanismo analogo, con affinità per l’acqua a bassa umidità relativa.
  • Setacci molecolari — zeoliti sintetiche con pori calibrati che catturano selettivamente le molecole d’acqua.
  • Cloruro di calcio (Levodry Gel) — assorbe l’umidità per deliquescenza, trasformandosi in soluzione salina trattenuta all’interno del sacchetto.
  • Carbone attivo — trattiene per adsorbimento anche COV e odori.

In tutti i casi, il sacchetto disidratante cattura molecole dall’aria e le trattiene. Non rilascia sostanze. Riduce l’umidità relativa dell’aria confinata e previene condensa, muffe, corrosione e degrado dei prodotti imballati senza bisogno di alcun biocida o additivo chimico.

Un disidratante correttamente dimensionato e utilizzato risolve il problema dell’umidità senza introdurre alcun rischio chimico per le merci, per gli operatori o per il consumatore finale.


FAQ

I sacchetti disidratanti Levosil sono sicuri per prodotti a contatto con la pelle o con alimenti?

Sì. Le nostre linee produttive includono sacchetti conformi ai requisiti per uso farmaceutico (ISO 15378) e per contatto indiretto con alimenti. Sono esenti da DMF, biocidi, fungicidi, allergeni dell’Allegato II Reg. 1169/2011, OGM, PFAS, ftalati e sostanze SVHC del REACH.

Posso ricevere una dichiarazione scritta di assenza di DMF?

Sì. Levosil rilascia su richiesta la Dichiarazione di conformità alla Decisione Europea C(2009) 1723 e al Regolamento Biocidi (UE) 528/2012, che attesta l’assenza di Dimetilfumarato in tutti i dispositivi e materiali disidratanti forniti.

Se un sacchetto disidratante Levosil viene messo in un ambiente già contaminato da DMF, cosa succede?

Il sacchetto, essendo un adsorbente non selettivo, può catturare parte del DMF presente nell’atmosfera insieme al vapore acqueo. Per questo motivo Levosil declina responsabilità quando i propri prodotti vengono impiegati a contatto con materiali già trattati con DMF o altri fungicidi da terzi.

Il DMF (Dimetilfumarato) è la stessa cosa del DMF (Dimetilformammide)?

No. Sono due sostanze chimiche diverse, spesso confuse per l’omonimia dell’acronimo. Dimetilfumarato = biocida vietato in UE. Dimetilformammide = solvente industriale, non vietato ma soggetto a limiti di esposizione professionale.


Riferimenti normativi e fonti istituzionali

Per approfondire il quadro normativo e la storia del divieto europeo sul Dimetilfumarato:

Normativa europea

  • Decisione della Commissione 2009/251/CE del 17 marzo 2009 — che impone agli Stati membri di garantire che non vengano immessi sul mercato prodotti contenenti il biocida Dimetilfumarato. eur-lex.europa.eu — 32009D0251
  • Regolamento (UE) n. 412/2012 del 15 maggio 2012 — che aggiunge la voce 61 all’Allegato XVII del REACH, rendendo permanente il divieto di DMF in articoli o loro parti in concentrazioni superiori a 0,1 mg/kg. eur-lex.europa.eu — 32012R0412
  • Regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH) — Registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche. eur-lex.europa.eu — 32006R1907
  • Regolamento (UE) n. 528/2012 sui prodotti biocidi (BPR) — quadro europeo sull’immissione sul mercato e uso dei biocidi. eur-lex.europa.eu — 32012R0528
  • Comunicato stampa Commissione Europea IP/09/190 — annuncio del divieto UE del DMF nei prodotti di consumo (gennaio 2009). ec.europa.eu — press corner

Agenzie europee

Autorità italiane


Puoi contattarci adesso per maggiori informazioni: 0039 011 96 43 430 — info@levosil.com

Soluzione Disidratante Naturale e Sicura

Il Moisture Grabber è un sacchetto disidratante appositamente studiato per il mercato della pelletteria allo scopo di eliminare i problemi di qualità legati all’eccesso di umidità nel packaging. Evitare la formazione di muffe permette di preservare la qualità del prodotti intatta anche in caso di stoccaggio a lingo temine o trasporto via mare in container. Moisture Grabber è prodotto in Italia, non contiene fungicidi e non emette alcuna sostanza chimica.

Disidratante Naturale

L’argilla disidratante è una Bentonite Calcica che naturalmente adsorbe ed intrappola l’umidità sottraendola all’ambiente in cui è posta. L’argilla usata nel Moisture Grabber è in conformità con le norme tecniche DIN 55473, MIL 3464E, NFH00320.

L’argilla disidratante è identificata dal CAS n° 1302-78-29. L’argilla Disidratante contenuta nel Moisture Grabber è un prodotto minerale naturale di cava, pertanto è esente dall’obbligo di registrazione REACH a norma dell’articolo 2, paragrafo 7 lettera (b) L’argilla oltre ad essere esente dall’obbligo di registrazione, è una sostanza non classificata come pericolosa, priva di sostanze SVHC, o di sostanze con classificazione PBT o vPvB, conseguentemente non è necessario né redigere una valutazione dell’esposizione, né comunicare gli usi lungo la catena di fornitura.

La stampa tipografica viene impressa impiegando inchiostri per la stampa su packaging alimentare impiegando tecnologia tipografica per garantire la massima leggibilità ed un risultato visivo finale tale da permettere l’utilizzo del Moisture Grabber anche in prodotti di alto livello. Le informazioni sul sacchetto sono stampate in Italiano, Inglese, Giapponese, Francese, Tedesco e Spagnolo.

L’involucro permette di intravedere il disidratante naturale all’interno della bustina pur evitando il rilascio di polvere da parte del disidratante. Il tessuto non tessuto scelto è idoneo all’impiego alimentare ed è omologato Tipo B (basso rilascio di polvere) in base alla norma tecnica DIN 55473.

La quantità di sacchetti disidratanti da utilizzare deve essere valutata a seconda del prodotto da proteggere, del volume e tipo di imballo scelto, e dalla shelf life che si vuole ottenere. Prestare particolare attenzione alla permeabilità al vapore acqueo dell’imballo che verrà impiegato.

Come Evitare la Muffa sulle Scarpe

L’origine del Problema

L’umidità naturalmente contenuta all’interno della pelle unitamente a quella proveniente dalle lavorazioni (presenza di collanti a base acquosa ad esempio) può causare un eccesso di umidità che ristagna all’interno del packaging creando un ambiente favorevole alla proliferazione di muffe.

L’eccesso di umidità può anche causare una perdita di lucentezza del pellame, formando una patina opaca su tutta la superficie della calzatura. Infine la proliferazione di muffe è quasi sempre accompagnata dalla formazione di cattivo odore, che impregna le calzature.

Gli articoli più soggetti a queste problematiche sono:

  • Calzature;
  • Oggetti di pelletteria;
  • Borse in pelle;
  • Materiali igroscopici.

La muffa si può sviluppare anche su materiali completamente sintetici in presenza di condizioni favorevoli (caldo umido).

La soluzione

Le bustine antimuffa in argilla disidratante assorbono l’umidità dall’ambiente in cui sono poste rimuovendo l’elemento che favorisce la proliferazione delle spore fungine.

La soluzione è semplice, facile da implementare, e, soprattutto, sicura per gli utenti finali e gli operatori.

Le bustine disidratanti non rilasciano nessun elemento chimico all’interno del packaging, e trattandosi di un disidratante naturale, non etichettato, e conforme a tutte le normative di sicurezza possono essere tranquillamente utilizzate anche nel packaging che viene poi destinato al consumatore.

Rimuovendo l’umidità si eliminano completamente le condizioni che causano lo sviluppo delle muffe indipendentemente dal ceppo alle quali appartengono, i cartoncini antimicotici in commercio, oltre ad utilizzare prodotti di sintesi, potrebbero non avere uno spettro di azione completo e quindi le muffe si potrebbero sviluppare prosperando grazie all’umidità non rimossa dal packaging.

I Vantaggi di una Soluzione Naturale

Il disidratante non rilascia prodotti chimici, e non modifica il profumo del cuoio. Non vengono rilasciati agenti chimici che potrebbero modificare la lucentezza del pellame. Non sono presenti sostanze chimiche potenzialmente pericolose in funzione della loro concentrazione. La formazione di muffe viene inibita rimuovendo l’eccesso di umidità che ne favorirebbe la crescita, e non tramite l’impiego di fungicidi chimici.

Precauzioni Riguardo i Materiali Igroscopici

Un aspetto fondamentale quando ci si trova a dover risolvere il problema delle muffe all’interno di una confezione per la pelletteria è assicurarsi che tutti gli elementi igroscopici (carta e cartone in questo caso) siano secchi e stoccati in modo che non possano accumulare umidità in eccesso. Nella maggior parte dei casi il grosso dell’umidità che poi troviamo all’interno del packaging viene dalla scatola in cartone. Partire da elementi di packaging correttamente conservati permette di ridurre drasticamente il quantitativo di disidratante richiesto.