UFI obbligatorio il Levodry Gel è già a norma
La normativa europea sui prodotti chimici ha introdotto l’obbligo del codice UFI anche per i sacchetti essiccanti contenenti sali disidratanti e sali essiccanti. Questo significa che tutti i prodotti a base di sali utilizzati per il controllo dell’umidità devono essere correttamente etichettati per essere conformi alla normativa vigente. In questo contesto, LevoDry Gel rappresenta già una soluzione a norma, garantendo sicurezza, tracciabilità e piena conformità per applicazioni industriali e logistiche.
Che cos’è l’UFI e a cosa serve
L’UFI (Unique Formula Identifier, Identificatore Unico di Formula) è un codice alfanumerico unico, composto da 16 caratteri, che deve essere stampato sul prodotto e sull’etichetta dello stesso. La sua funzione è legata alla sicurezza sanitaria: collega in modo inequivocabile le informazioni sulla composizione di una miscela a uno specifico prodotto immesso sul mercato. In caso di esposizione accidentale, permette ai centri antiveleni di risalire rapidamente alle informazioni sulla composizione e sulla tossicologia della miscela, consultando il database europeo che associa a ogni codice UFI le informazioni notificate tramite ECHA.
Chi conserva il database degli UFI?
L’UFI non esiste da solo: è collegato a una notifica PCN (Poison Centre Notification). ECHA mette a disposizione un portale centralizzato (ECHA submission portal) per la notifica ai centri antiveleni. In Italia l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) è l’organismo designato a ricevere le informazioni, compresa la composizione chimica, relative alle miscele classificate pericolose. Tali informazioni costituiscono l’Archivio dei Preparati Pericolosi (APP), consultabile dai Centri Antiveleni in caso di emergenza.
L’UFI si riferisce a un solo prodotto ed è “personale”
Ogni codice UFI è personale e non trasferibile: essendo costruito sulla base della partita IVA dell’azienda che immette il prodotto sul mercato e di uno specifico numero di formulazione, collega in modo inequivocabile una determinata miscela al suo responsabile. Prodotti con composizione diversa hanno UFI diversi, e a ogni variazione della formula corrisponde un nuovo codice. Va sottolineato, però, che dal codice non è possibile risalire alla composizione della miscela né ad altri dati riservati: l’UFI non è decodificabile e le informazioni ad esso associate sono contenute in un database consultabile esclusivamente dai centri antiveleni e dalle strutture sanitarie, in caso di emergenza. Per questo la sua presenza in etichetta non espone in alcun modo i rivenditori né chi commercializza il prodotto, ma rappresenta unicamente una garanzia di sicurezza e conformità.
Leggi di riferimento e obblighi per chi immette il prodotto sul mercato
L’UFI nasce dal Regolamento UE 542/2017, che è confluito nell’Allegato VIII del Regolamento CLP 1272/2008. Non si tratta di un’opzione, ma di un obbligo di legge: le aziende che immettono miscele pericolose sul mercato devono trasmettere le informazioni necessarie agli organismi nazionali competenti, affinché i centri antiveleno possano fornire rapidamente consulenza medica in caso di emergenza. I soggetti obbligati sono gli importatori e gli utilizzatori a valle che, nell’esercizio di attività industriali e professionali, immettono sul mercato miscele pericolose per la salute. Il mancato rispetto dell’obbligo può comportare il ritiro dei prodotti dal mercato e sanzioni economiche.
Da quando è obbligatorio riportarlo sul prodotto
La scadenza definitiva è ormai trascorsa: dal 1° gennaio 2025 l’UFI in etichetta è obbligatorio per tutte le miscele pericolose commercializzate nello Spazio Economico Europeo, senza eccezioni. L’obbligo si applica anche alle miscele già immesse sul mercato prima di tale data. Dunque il consiglio è quello di verificare immediatamente con il vostro fornitore (a meno che non si tratti di Levosil) se ha provveduto a registrare i prodotti etichettati l’ECHA, e se ha già provveduto a aggiornare le etichette del prodotto, come richiesto dalla legge.
Il caso dei disidratanti al cloruro di calcio
La classificazione del cloruro di calcio, componente principale di tutti i disidratanti impiegati per la protezione dei container, Levodry Gel compreso, è la ragione per cui sull’etichetta e sul prodotto stesso vengono stampati il simbolo di irritante e le informazioni richieste dalla legge. In condizioni di uso normale non è previsto alcun contatto tra chi utilizza il sacchetto disidratante e il cloruro di calcio contenuto al suo interno; ciò tuttavia non esonera il produttore e chi immette il prodotto sul mercato dall’obbligo di segnalare la presenza di una sostanza potenzialmente irritante all’interno della confezione.
I sacchetti disidratanti a base di cloruro di calcio, come il Levodry Gel, che ne contiene tra il 60% e il 90%, sono classificati come irritanti (irritazione oculare categoria 2, H319 – “Provoca grave irritazione oculare”) ai sensi del Regolamento CLP. Rientrano quindi a pieno titolo tra le miscele pericolose soggette all’obbligo. Per questo devono essere notificati tramite il portale PCN di ECHA e, per l’Italia, registrati presso l’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Solo a seguito di questa registrazione il codice UFI viene generato, validato e apposto sul prodotto. Eseguite queste formalità e poi possibile immettere sul mercato il prodotto.
Un prodotto che richieda una classificazione di pericolo non può essere messo sul mercato, se non è stata eseguita la registrazione del numero UFI.
Sicurezza del prodotto
Fondamentale comprendere che nel caso del Levodry Gel il cloruro di calcio è contenuto all’interno di una barriera funzionale e dunque nelle normali operazioni di lavoro non è prevedibile che l’utilizzatore venga a contatto diretto con il cloruro di calcio. Ciò nonostante per legge è obbligatorio etichettare il prodotto e registrare il numero UFI presso l’autorità competente come precauzione, in caso di non corretto uso o di una fuoriuscita del cloruro di calcio in caso di rottura dell’involucro esterno.
Dove va riportato il codice: etichetta e prodotto
L’UFI deve essere fisicamente presente sul prodotto e sulla sua etichetta, stampato o apposto in modo visibile, leggibile e indelebile, preceduto dalla sigla “UFI”, che non va tradotta nelle diverse lingue.
Levosil ha già fatto tutto
Il Levodry Gel dispone del proprio codice regolarmente riportato nella Scheda di Dati di Sicurezza e apposto sull’etichetta del prodotto, in piena conformità al Regolamento CLP e al suo Allegato VIII. La notifica ai centri antiveleni è stata effettuata e i riferimenti di emergenza sono indicati in tutte le versioni linguistiche della scheda. Scegliere Levosil significa acquistare prodotti già a norma, senza rischi di non conformità per chi li rivende o li immette a sua volta sul mercato europeo.


